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Il PVC, prezioso alleato nell'agenda 2050

Verso la carbon neutrality grazie ai polimeri riciclati

Il cambiamento climatico sta colpendo il nostro Paese sempre più duramente, con siccità, alluvioni, frane, temperature impazzite. Per questo motivo, il Consiglio Europeo ha approvato nel dicembre 2019 l'obiettivo di rendere l'UE climaticamente neutra entro il 2050.

Evviva! Suona come qualcosa di davvero importante per la salute del nostro pianeta, ma chi di noi sa davvero cosa vuol dire climaticamente neutra? E soprattutto, quali sono le azioni da fare per raggiungere questo importante obiettivo in così breve tempo?


La neutralità climatica

«Climate neutrality by 2050 means achieving net zero greenhouse gas emissions for EU countries as a whole, mainly by cutting emissions, investing in green technologies and protecting the natural environment». (The European Climate Law - European Green Deal, ec.europa.eu.)

La neutralità climatica, o neutralità carbonica, è uno stato in cui le emissioni di CO2 equivalgono a zero, grazie a un delicato equilibrio tra emissioni e assorbimento. Il nostro pianeta contiene dei naturali "pozzi di assorbimento" che neutralizzano la presenza di CO2: suolo, foreste e oceani. Ma non bastano più, soprattutto perché, a causa dell'intervento umano, sono sempre più ridotti o inquinati.

Non esistono pozzi di assorbimento artificiali, dunque l'unica maniera per contrastare il riscaldamento globale e riequilibrare il clima è quella di diminuire notevolmente le emissioni. Per compensare la CO2 proveniente dai processi di produzione, bisogna fare affidamento su energie pulite e rinnovabili, sul riutilizzo e il riciclo dei materiali.


Il PVC aiuta a ridurre le emissioni?

Sembra un'affermazione improbabile, eppure è vero che il PVC, un polimero sintetico, può aiutare il processo di decarbonizzazione. Come? Per prima cosa, grazie a come è fatto: il PVC è un materiale a bassissimo peso di carbonio. È composto, infatti, soprattutto da cloro e idrogeno. Inoltre la sua realizzazione consuma meno energie primarie rispetto ad altri materiali plastici.

Ovviamente la carbon footprint del PVC non è nulla, ma può essere ridotta ancora di più grazie al riciclo. Il PVC infatti ha il vantaggio di essere un materiale che non perde le sue caratteristiche prestazionali se riutilizzato.

Infine, l'emissione può essere abbattuta ancora grazie a una produzione intelligente: il cloro può essere riutilizzato, e l'idrogeno prodotto da impianti di cloro-soda.


Il PVC riciclato: numerosi utilizzi, non solo in edilizia

Lo smaltimento e la gestione delle materie plastiche, come sappiamo, è un tema fondamentale per la conservazione dell'ambiente, e riutilizzare il PVC dove possibile ridurrebbe di molto le emissioni di CO2.

Con la loro struttura polimerica, gli oggetti fatti di PVC si prestano al riciclo come pochi altri materiali. Il PVC riciclato conserva inalterate le sue proprietà fisico-meccaniche, anche nel caso in cui tracce plastiche di altro tipo vi siano rimaste inglobate. Con il PVC riciclato oggi si possono fare moltissime cose: serramenti, tubature, avvolgibili, profili, pavimenti, rivestimenti, ma anche borracce, zaini, persino maglioni!


Il PVC in Trafil per l'agenda 2050

Abbiamo parlato ampiamente delle caratteristiche del PVC sul nostro blog. Moltissime proposte del catalogo Trafil sono in PVC riciclato: dai battiscopa ai coprispigoli, fino ai profili personalizzabili e ai nuovissimi Trafilgreen 100% riciclati di cui abbiamo parlato in questo articolo. Questo poiché per l'azienda non è importante solo la qualità e la durabilità del prodotto, ma anche il modo in cui viene realizzato, quale impronta lascerà sul mondo e quanto danno ambientale avrà causato.

L'obiettivo di Trafil, come per tutti noi, è uno solo: arrivare il prima possibile allo zero.


 

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